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Traversata delle Dolomiti di Fanes


  • 16 Strada Val dai Tamersc Trentino-Alto Adige, 39030 Italia (mappa)

Un giro fatto a inizio 2026 insiema un caro amico, subito dopo Capodanno. È stato un cammino fantastico, tra neve, freddo e il contesto delle Dolomiti ampezzane. Lo consiglio vivamente, anche perché abbiamo scoperto il parcheggio che arriva a Pederù, non lontano dalla Val Badia.

Marebbe (e il parcheggio Pederü) è una valletta in realtà freddissima (noi abbiamo trovato -18 °C), dove puoi parcheggiare pagando anche abbastanza poco. Da lì, anche in inverno, hai la possibilità di camminare: ci sono i gatti delle nevi che battono le strade bianche di neve fino ai rifugi, e tu ti ritrovi subito dentro un paesaggio da fiaba.

In particolare, io e il mio compagno di viaggio siamo andati da Pederù fino al Rifugio Fanes. La salita, tra la neve, all’inizio è un po’ più faticosa, ma è anche bellissima: cammini in una natura davvero incontaminata, con quel silenzio ovattato tipico dell’inverno, per poi entrare in quel grande anfiteatro spettacolare che sono le Alpi di Fanes.

Arrivati in quota, abbiamo deciso di fermarci prima al Rifugio Lavarella, proprio vicino al Rifugio Fanes. Al Lavarella ci siamo bevuti una buona birra: c’è un birrificio proprio all’interno, il più alto delle Dolomiti. Ci siamo riposati un attimo e poi, sempre nella neve, abbiamo percorso i pochi metri che separano il Rifugio Lavarella dal Rifugio Fanes.

Al Fanes abbiamo mangiato e dormito (mangiato piuttosto bene, devo dirlo). Anche l’interno, tutto in legno, è stupendo: caldo, accogliente, con quell’atmosfera da rifugio vero. C’era un gatto sulla stufa ed è stato davvero bello chiacchierare con i gestori, come succede quando ti senti “a casa” anche se sei in mezzo alle montagne.

Il giorno successivo abbiamo preso uno slittino che ci è stato dato proprio dal Rifugio Fanes. Siamo saliti fino al Lago di Limo e poi, dal Lago di Limo, siamo scesi di nuovo fino a Pederù con lo slittino: ci abbiamo messo un sacco di tempo ed è stato veramente meraviglioso, una di quelle cose che ti rimangono addosso. Tornati a Pederù abbiamo lasciato lo slittino: c’è un gabbiotto dove si può depositarlo.

A quel punto abbiamo ricominciato a camminare lungo la ripida strada militare che porta fino al Rifugio Sennes. È una camminata impegnativa ma fattibile e, soprattutto verso la fine, si comincia a godere di una vista splendida sulle Dolomiti Ampezzane: in particolare il Monte Cristallo, il Sorapiss e la Croda Rossa.

Al Sennes abbiamo mangiato tantissimo e davvero bene: è stato un piacere totale. La mattina dopo ci siamo svegliati con un panorama meraviglioso e abbiamo deciso anche di fare una piccola deviazione al ritorno, che ci ha portati in posti silenziosi e calmi, circondati dalla neve: una diversione che consiglio a tutti.

Poi siamo rientrati a Pederù a prendere la macchina, e via, verso casa.

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